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22 February 2012
 

Pdl in picchiata: lo conferma
la sondaggista del Cav

Il partito di Berlusconi dal 35,3% del 2009 all'attuale 20-22%. Libero: sondaggi «da brivido». Ghisleri: mancano candidati validi

Crollo del Pdl: dal 35,3 per cento delle Europee del 2009 all'attuale 20-22 per cento. «Nel settentrione i pidiellini rischiano di rimanere isolati, senza il Carroccio. Al Sud, sulle intese con l’Udc, pesa il veto di Fli e dell’Mpa». Questo l'esito del sondaggio, pubblicato dal Corriere della Sera. Persino Libero, quotidiano del centrodestra, ha parlato di «frana» del Cavaliere, parlando di «emergenza elettorale», di «sondaggi da brivido» e spingendosi fino a dire che in alcune regioni il partito di Angelino Alfano è «al 10 per cento». Alessandra Ghisleri, titolare di Euromedia Search, e dal 2005 sondaggista di fiducia di Berlusconi, ha commentato: «A Palermo - dichiara Ghisleri - roccaforte del Pdl, dove Angelino Alfano gioca in casa, è un rompicapo: il terzo polo ha già un nome, Massimo Costa. E gli azzurri stanno provando a convincere il suo mentore, Francesco Cascio, a scendere in campo, in modo da far ritirare l’altro».
«Tra elezioni nazionali e amministrative ci sono molte discrepanze - aggiunge Ghisleri - Qui conta moltissimo il candidato. Prendiamo Genova: ha vinto Marco Doria, spinto da Sel. Ma è evidente che il Pd ha un consenso ben maggiore di quello che è sembrato nel voto» Poi c’è la questione del governo tecnico: «Ora l’attenzione è rivolta alla crisi – annota Ghisleri – ai temi della precarietà, all’economia in difficoltà. È normale che i partiti cerchino di apparire poco, che stiano in disparte». Ma meno visibilità, meno voti. E così spunta l’ipotesi liste civiche. Non condivide la retorica dei partiti in crisi, Nicola Piepoli, titolare dell’omonimo istituto, che ha detto: «Le nostre valutazioni nazionali sono di una lieve flessione del Pdl ma non più di tanto. Cento giorni fa valeva 24 punti, ora è sullo stesso livello». Più drastico il presidente di Swg Roberto Weber che pensa «che il Pdl sia in una fase di decremento progressivo di cui per la prima volta non si coglie il punto d’arrivo. C’è un progressivo frammentarsi della politica, che si vede anche dal peso enorme che stanno assumendo i candidati. In diverse situazioni sindaci uscenti, magari riconfermati, hanno lasciato il loro partito per formare una lista civica e ricostruire un’altra realtà». Sarà dunque il territorio a dare le risposte secondo Weber: «È più probabile che al Sud, dove la contrattazione sui consensi passa anche attraverso canali non politici, i partiti mantengano una loro forza. Ma al Nord ci potrebbero essere molte sorprese. Con la certezza di una Lega che regge bene e che capitalizza gli elementi disaggregativi del Pdl».