«Se introduciamo lo "ius soli", - ha dichiarato Francesco Rutelli - ossia l'automatica cittadinanza italiana per chiunque nasca sul nostro territorio, rischiamo di trasformare l'isola di Lampedusa o il porto di Ancona o la stazione di Trieste nelle succursali della più clamorosa clinica ostetrica d'Europa». Così il leader dell'Api in una intervista a Il Giornale esprime la sua contrarietà alla cittadinanza facile per gli stranieri. «Diventando cittadini italiani - spiega Rutelli - si diventa cittadini Ue: l'Italia si trasformerebbe, per motivi puramente geografici, nella piattaforma per acquisire strumentalmente il libero accesso a tutta la comunità europea». Per Rutelli è «giusto accorciare i tempi di concessione ma con regole severe. Il ministro dell'Interno Cancellieri ma anche quello della Cooperazione, Riccardi, non si sono espresi a favore dell'automatismo. E mi fa piacere» conclude.
Il vicecoordinatore di Fli, Fabio Granata, replica così a Rutelli: «Sono certo che il pensiero di Francesco Rutelli sia stato distorto e comunque noi sosteniamo la cittadinanza italiana per chi nasce in Italia, ma da genitori stabilmente e legalmente residenti in Italia da almeno 5 anni, quindi uno ius soli temperato». E conclude: «Nessuna sala parto a Lampedusa quindi. Ma la rivendicazione di una nuova e finalmente più civile normativa per i nuovi italiani. L'Italia a chi la ama». Il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti annuncia una querela nei confronti del deputato Fli Fabio Granata per aver messo in dubbio la correttezza e la serietà del Giornale. È falso che il Giornale abbia distorto il pensiero di Francesco Rutelli nell'intervista pubblicata oggi sul diritto di cittadinanza degli immigrati». Granata ha così prontamente replicato a Sallusti: «Non è il Giornale ad aver distorto il pensiero di Francesco Rutelli, ne l’ho mai affermato, ma il dibattito politico che ne è scaturito. Francesco Rutelli nell’intervista ha contestato l’automatismo della cittadinanza ai bambini nati in Italia sul semplice presupposto della sola nascita sul suolo italiano. È esattamente - ha concluso Granata - la nostra posizione: si è italiani non solo se si nasce in Italia ma anche se si appartiene a genitori qui legalmente residenti da almeno 5 anni. Sosteniamo infatti lo ius soli temperato».
Flavia Perina e Umberto Croppi, membri dell'Ufficio di Presidenza di Futuro e Libertà, hanno comentato così le dichiarazioni di Rutelli: «Stupisce che Francesco Rutelli prenda le distanze dalla proposta di concedere la cittadinanza, in base al cosidetto "ius soli" a coloro che nascono e vivono sul territorio Italiano, diritto riconosciuto in quasi tutti i paesi del mondo». Stupisce anche - proseguono i due esponenti Fli - «per gli argomenti grossolani e superficiali che non dovrebbero appartenere alla sua cultura, quando afferma "che l'isola di Lampedusa o il porto di Ancona o la stazione di Trieste" rischiano di diventare "succursali della più clamorosa clinica ostetrica d'Europa". Come se da questi tre punti d'accesso - sottolineano - potesse muovere un esercito di neonati diretti ad invadere l'Europa. Dimenticando che l'Europa inizia più a Est di Trieste e Ancona e che l'Italia è l'unico paese europeo a non riconoscere il diritto elementare di acquisizione della cittadinanza, non solo a chi nasce dentro i suoi confini ma anche a figli di genitori residenti stabilmente e in maniera regolare e a ragazzi che hanno compiuto tutti gli studi nel nostro paese».
«Per Futuro e Libertà e, ci auguriamo, per tutto il Terzo Polo - concludono - il diritto di cittadinanza per chi nasce da genitori residenti, studia, lavora in Italia, proprio perché non è "un pezzo di carta" come dice Rutelli, è un principio imprescindibile e uno degli elementi distintivi della nostra identità politica, che metterebbe l'Italia al pari con gli standard europei».
Andrea Sarubbi (Pd), primo firmatario del testo di riforma bipartisan sulla cittadinanza, rilevando che tutte le proposte attualmente in discussione sulla cittadinanza ai minori di origine straniera richiedono la stabilità in Italia del nucleo familiare entro il quale nasce il bambino, ovvero il cosiddetto ius soli temperato, ha commentato: «Rutelli, te la prendi con un nemico immaginario: lo ius soli secco, nelle diverse proposte in discussione alla Camera, semplicemente non c'è. Bastava chiedere».