Silvio Berlusconi boccia l'ipotesi di presentarsi alle amministrative con le liste civiche. Il Cavaliere ieri sera a Villa Gernetto (Lesmo) ha riunito una settantina di esponenti del partito per fare il punto e rilanciare l'ottimismo sulle note del nuovo inno del partito. L'ex premier smentisce di voler accantonare il simbolo «sarà presente ovunque» - ha detto - e aggiunge che eventuali liste civiche potranno affiancarlo ma «mai sostituirlo». Alla riunione era presente tutto lo stato maggiore del Pdl nazionale e territoriale: dal segretario Angelino Alfano ai coordinatori Verdini e La Russa; dai vertici dei gruppi parlamentari (Gasparri, Quagliariello, Cicchitto e Corsaro), ai governatori Formigoni, Caldoro, Polverini e Tondo, a vari dirigenti locali.
Berlusconi ha definito le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi «voci fantasiose» e ha annunciato ai dirigenti del partito presenti alla cena che il simbolo del Pdl sarà presente in ogni città e regione chiamate alle urne. Per dare più forza a questa scelta, la cena ha avuto come preludio la presentazione del nuovo inno del Pdl che d'ora in poi aprirà e chiuderà le iniziative del partito. Berlusconi ha poi dichiarato che nei sondaggi «il Pdl è al 23,6 per cento ma in crescita a livello nazionale». Da qui l'ottimismo per un buon risultato elettorale, che però ignora il fatto che il Pdl continua a perdere punti. Secondo alcuni sondaggi in alcune regioni (Toscana, Emilia, Marche, Umbria, Basilicata ma anche in alcune aree più a Nord) alle prossime amministrative potrebbe scendere addirittura sotto il 10 per cento, attestandosi a livello nazionale attorno al 20 per cento o poco più.
Ignazio La Russa, ex An, tra i coordinatori nazionali del Pdl, mitiga così la propria delusione: «Se uno potesse andare in giro per i congressi - ha detto - la cosa che si nota subito è la grande voglia di partecipazione e soprattutto l'immagine che emerge è tutto il contrario rispetto alla descrizione di un Pdl rassegnato alla sconfitta». Nelle scorse settimane era stato proprio La Russa, che auspica la fine delle componenti di origine all'interno del Pdl (nei gruppi dirigenti solo il 30 per cento era assegnato a ex An), ad avanzare l'ipotesi di un collegamento nelle prossime elezioni amministrative tra il Pdl ed eventuali liste civiche. La proposta sembrerebbe ridimensionata da quanto detto sia da Berlusconi, sia da Alfano nel corso della cena di ieri sera.
Nel corso della serata si è discusso anche del prossimo congresso nazionale del Pdl. Berlusconi si è congratulato per il successo dei congressi locali che hanno visto una notevole partecipazione di iscritti. Sulle polemiche relative a tessere false riscontrate in alcuni appuntamenti congressuali, Berlusconi ha parlato di casi isolati in cui pochi furbi sono stati esclusi dal partito. Il segretario Alfano ha sostenuto che si tratta di episodi di malcostume che non inficiano i congressi del Pdl. È stato proprio Alfano ad affrontare la questione delle alleanze con la Lega e con l' Udc. La collocazione del Carroccio all'opposizione nei confronti del governo Monti mette a rischio molte giunte formate da Pdl e Lega, a iniziare dalla Regione Lombardia: ecco perché si cercherà di riannodare il dialogo. Quanto all'Udc, Alfano punta ad aumentare le forme di collaborazione con questo partito in nome della comune appartenenza alla famiglia del Partito popolare europeo. Sulla questione dei rapporti con l'Udc si era soffermato ieri sera Franco Frattini, ex ministro degli Esteri, nel corso di una intervista al Tg3 delle 19: «Tra noi non c'è nessuna concorrenza ma un lavoro comune. Noi vogliamo creare una costituente popolare italiana. Quindi e' naturale lavorare insieme, non per fare l'Opa gli uni contro gli altri, ma per creare un partito unico dei moderati». Sul problema del simbolo, Frattini aveva precisato: «Ci saranno sicuramente delle liste civiche. In alcuni casi con l'appoggio del Pdl, in altri in cui il simbolo del Pdl correrà da solo». E sul nervosismo che si registrerebbe ai vertici del partito aveva smentito particolari tensioni: «Abbiamo fatto un grande sforzo per creare un amalgama tra chi viene da An e chi da Forza Italia. Sarebbe assurdo tornare indietro. Berlusconi vuole che il vento di rinnovamento di questo Pdl non si fermi».