ARCHIVIO EDITORIALI
20 January 2012
 

Il crollo del Pdl,
mentre cresce il Terzo Polo

Verdini: «Tra un anno saremo al 15%». E invita il Cav a bocciare Monti.
Continua la salita di Fli che scommette sul nuovo esecutivo

«Di questo passo tra un anno se ci va bene arriveremo al 15%» ha dichiarato il pidiellino Denis Verdini insistendo con Berlusconi per farla finita con l’appoggio al governo tecnico. Già alcuni giorni fa Maurizio Lupi su La Stampa aveva detto: «C'è una percentuale altissima di elettori che si dichiara indecisa o che intende rifugiarsi nel non voto. E di questi, tra il 41 e il 46 per cento, si dice pronto a votare per un nuovo partito: il Terzo Polo sugli incerti ha, quindi, ottime probabilità di riuscita»
Un recente sondaggio effettuato da Swg per Affari Italiani sembra confermare sia la previsione di Verdini che i timori di Lupi. Per il Popolo della libertà, infatti, il crollo è irreversibile: il partito che nel 2008 aveva raccolto il 37,4 per cento dei voti, è precipitato al 23 per cento nel giro di tre anni e mezzo. La rottura con Gianfranco Fini, gli scandali di Silvio Berlusconi, la pessima gestione della crisi: tradotto in termini elettorali è un crollo di consensi. L’alleanza Pdl-Lega scende nel suo complesso di 14 punti percentuali. Anche il Pd, rispetto al 2008, perde consensi, registrando un calo del 7 per cento.
Il Terzo polo, invece, va in controtendenza e cresce: consensi raddoppiati rispetto ai risultati della sola Udc nel 2008: il partito di Casini era al 6,7 per cento mentre oggi l’alleanza con Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Raffaele Lombardo è al 13 per cento (cresciuta di un punto rispetto al mese scorso). E Futuro e libertà sale costantemente arrivando al 5,5 per cento, a un passo dalle intenzioni di voto registrate nel marzo 2011 (il 6 per cento).
L'invito di Verdini a Berlusconi a non supportare più il governo Monti sembra riscuotere molti consensi nel Pdl. «Sfidiamo il governo Monti a fare la sua parte» ha detto Fabrizio Cicchitto, aggiungendo che se il governo presieduto da Mario Monti non dovesse rispondere alle aspettative dei berlusconiani allora il Pdl ne «prenderà le distanze». Per il capogruppo del Pdl alla Camera il «governo Monti deve cambiare la sua missione per certi aspetti» smettendo di pensare in «termini solo notarili e ragionieristici». Noi del Pdl, ha concluso Cicchitto «non vogliamo essere subalterni» a nessuno.
Sulla stessa linea anche l'ex ministro della P.A, Renato Brunetta, che ha dichiarato: «Monti faccia il suo mestiere se ne è capace, altrimenti si scelga la soluzione spagnola e si vada al voto».
Per Benedetto Della Vedova, invece, le «posizioni come quelle di Cicchitto denotano un'irrisolutezza politica che mi auguro dalla prossima settimana venga superata», a aggiunge: «Come Fli e come Terzo polo non ci sentiamo terzi rispetto al governo, bensì ci sentiamo  parte di una maggioranza politica che sostiene l'esecutivo e che scommette senza remore sul successo di Monti nel rimettere in carreggiata l'Italia», oltre a contribuire a far sì che il nostro paese torno a essere  interlocutore «nelle trattative europee, condizionandone le scelte decisive». Il capogruppo di Fli alla Camera conclude sostenendo che con Monti, a differenza del precedente governo, «già si vede che c'è una tenuta» della crisi.