Intervento del Presidente del Consiglio Mario Monti alle Commissioni V e VI Camera dei Deputati

E’ mia intenzione in questa sede non scorrere con voi il dettaglio di tutti gli interventi previsti in un decreto legge molto articolato, ma sottolinearne alcune caratteristiche, a mio avviso non sufficientemente evidenziate in questi giorni, anche per nostra colpa: la natura strutturale degli interventi, l’equilibrio qualitativo dell’azione intrapresa, gli elementi, numerosi e durevoli, di equità intergenerazionale e distributiva che abbiamo introdotto, anche nel contesto di estrema urgenza, di gravissima emergenza economica.

Grazie all’approfondita riflessione compiuta nel corso dei lavori parlamentari dalle forze politiche, e dal dialogo con le organizzazioni sindacali, siamo in grado oggi di accogliere suggerimenti che ne sono scaturiti volti a rafforzare l’equità dell’intervento per salvare l’Italia.Mi fa qui piacere citare diffusamente il giudizio di un organo terzo e indipendente come la Corte dei Conti nel testo dell’audizione alla commissione Bilancio della Camera del 9 dicembre scorso, che sottolinea e cito “la composizione della manovra presenta evidenti novità”; “le maggiori entrate sono in gran parte strutturali… le minori spese sono quasi interamente spese correnti”.

La Corte segnala positivamente come “tra le maggiori spese quelle in conto capitale hanno un peso significativo (il 46,7% del totale del triennio). La Corte segnala altresì che la strutturalità dell’intervento è rafforzata notevolmente dalla decisione, coraggiosa, di non contabilizzare in anticipo i proventi dei nuovi strumenti antievasione, molto incisivi, che certamente produrranno risultati importanti.Non voglio apparire lettore parziale delle audizioni. La Corte – come anche altri istituti indipendenti auditi da questo Parlamento – segnala i rischi di rallentamento sulla domanda interna per l’introduzione di nuove imposte. Non lo nego. Ma l’alternativa sarebbe un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe non alla recessione, ma alla distruzione del patrimonio degli italiani. Abbiamo fiducia che i mercati reagiranno positivamente allo sforzo dell’Italia.

La riduzione nei prossimi mesi dei tassi di interesse, che noi auspichiamo, sarà un importante elemento antirecessivo. Nel frattempo, il Governo interviene con misure a favore dell’impresa, dell’occupazione di giovani e donne, in particolare al Sud.La principale correzione attuata dal Governo su invito di Parlamento e forze sociali in termini di equità è stata la conservazione del pieno adeguamento all’inflazione per i trattamenti pensionistici fino a tre volte la pensione minima. Il blocco dell’indicizzazione non riguarderà dunque gran parte dei pensionati e verrà compensata dal sacrificio richiesto a coloro che hanno rimpatriato capitali attraverso il cosiddetto “scudo fiscale”. Inoltre sono state apportate alcune integrazioni e modifiche alle misure di riordino del sistema previdenziale per consentire un adeguamento più graduale alla nuova normativa. Per esempio, un lavoratore del settore privato che avrebbe conseguito la pensione di anzianità nel 2013 (a 60 anni con 36 anni di contribuzione), potrà beneficiare della pensione anticipata al compimento dei 63 anni, in deroga ai 66 previsti dal nuovo ordinamento.

Analogamente, è prevista una deroga per 65.000 lavoratori in mobilità o in disoccupazione, così come il più elevato riconoscimento della perequazione per il 2012.Segnalo la particolare rilevanza delle misure antievasione, elemento essenziale di equità per l’economia italiana. Il Governo ritiene che l’Agenzia delle entrate – grazie ai nuovi strumenti introdotti in termini di informazioni e di tracciabilità delle transazioni – otterrà grandi risultati, migliorando quelli degli ultimi anni.

Il Governo non vuole promuovere una fisco repressivo. Al contrario, la strumentazione così efficiente messa a disposizione dell’Agenza delle entrate è di per sé un forte elemento di deterrenza che favorirà l’adempimento spontaneo dell’obbligazione tributaria da parte dei contribuenti. Non solo, il fisco diventa amico e favorisce coloro che danno accesso ai dati e agli accertamenti con vantaggi concreti in termini per esempio di rimborsi alle imprese individuali.Il Governo si è posto il problema dell’introduzione di una tassazione del patrimonio e della ricchezza, per evitare che a pagare lo sforzo dell’emergenza fossero soprattutto i redditi e i fattori della produzione, che abbiamo il dovere di rilanciare con tutte le nostre forze.

Non è stato possibile passare a una tassazione della ricchezza famigliare per ragioni tecniche decisive. In ogni caso, l’insieme degli interventi sul patrimonio immobiliare, sulle attività finanziarie, sui capitali illegali rientrati con il cosiddetto “scudo”, con la tassazione di beni espressione di manifesta ricchezza, presi complessivamente producono l’effetto di un intervento sul patrimonio che nel complesso appare equo e razionale. Non pagheranno i soliti noti, abbiamo cercato i “nuovi noti”. A questo proposito, con l’emendamento, l’una tantum sugli “scudati” viene elevata all’1 % per i primi due anni di applicazione; mentre diventa strutturale con aliquota allo 0,4 per cento per gli anni successivi creando un bollo che rappresenterà il prezzo per la prosecuzione dell’anonimato.Segnalo che l’imposta di bollo introdotta dal precedente governo viene estesa a tutte le tipologie di attività finanziaria e dal 2013 diventa proporzionale con aliquota dell’0,15%. Da tale imposta sono esclusi i conti correnti, sui quali continua ad essere applicato un bollo in cifra fissa, che anzi viene cancellato per i conti correnti inferiori ai 5000 euro .

Si è molto discusso sull’imposizione sul patrimonio immobiliare e in particolare sulla prima casa, che esiste in tutti i paesi europei. Segnalo che l’IMU, elaborata da un prezioso lavoro di questo Parlamento, ha caratteristiche di maggiore equità rispetto alla vecchia ICI: grazie a un’aliquota inferiore (0,4% elevabile dello 0,2% da parte dei comuni); grazie inoltre alla più elevata franchigia (da 103 a 200 in modo strutturale con l’aggiunta nel biennio 2012 – 2013 di una franchigia crescente fino a 400 euro per le famiglie con figli minori di 26 anni residenti). Un patrimonio immobiliare di imprese e famiglie valutato (sulla base delle rendite catastali non rivalutate) in 1.530 miliardi di euro, produce una tassazione di oltre 10 miliardi dei quali solo 2,4 sulla prima casa, con una sensibile riduzione rispetto al vecchio gettito di 3,2 miliardi della vecchia ICI. L’emendamento che accresce la franchigia per le famiglie numerose eleva significativamente il numero di proprietari che restano esenti dall’IMU nei prossimi due anni.Un ulteriore elemento di equità, non sufficientemente sottolineato, è rappresentato dalla mancata riduzione automatica delle agevolazioni alle famiglie, con la cosiddetta “clausola di salvaguardia”.

I risparmi previsti vengono resi certi con l’aumento dell’IVA, ma tale aggravio delle imposte indirette consente di rivedere le deduzioni e le detrazioni creando risorse per un più efficace intervento fiscale a favore della famiglia.Rammento alcuni esempi:

La riduzione dell’uso del contante, la diffusione dei pagamenti attraverso moneta elettronica, offre un forte contributo alla lotta all’evasione, al progresso tecnologico del Paese, riduce costi impropri sull’economia, aiutano la lotta alla criminalità. Il Ministero dell’Economia farà in modo che, attraverso una convenzione con l’ABI, prosegua e si estenda l’impegno al contenimento di costi e commissioni delle banche. Verranno istituiti “conti base”, con l’obiettivo della gratuità delle spese di gestione per le fasce socialmente svantaggiate, per esempio ii pensionati sociali.

La solidarietà richiesta per conseguire obiettivi di finanza pubblica ai quali è legato il futuro del nostro Paese deve riguardare TUTTI i cittadini. L’emersione degli imponibili evasi e la lotta alle frodi fiscali sono fattori chiavi che consentono di conciliare rigore ed equità. Il decreto introduce un “regime di trasparenza fiscale” opzionale e premiale per favorire la trasparenza e l’emersione di basi imponibili.

L’idea centrale è di abbinare la volontaria accettazione del controllo da parte del fisco ad una serie di vantaggi di tipo premiale, quali la drastica semplificazione degli adempimenti amministrativi, il tutoraggio prestato dall’Amministrazione fiscale, una corsia preferenziale per i rimborsi e le compensazioni dei crediti IVA Il nuovo regime è rivolto a tutti gli imprenditori individuali, lavoratori autonomi esercenti arti e professioni e alle società di persone, indipendentemente dalla dimensione.

L’incentivo alla trasparenza, unitamente ad altre disposizioni introdotte dal decreto(quale in specie quella concernente il regime premiale per i contribuenti soggetti agli studi di settore che risultano “congrui e coerenti) può riuscire a “spezzare il fronte”, distinguendo i contribuenti più corretti e trasparenti da quelli che persistono nell’inadempimento dei doveri fiscali. Questi ultimi, infatti, risulteranno assai più esposti al rischio del controllo fiscale e, dunque, incoraggiati all’osservanza.

Le modalità di calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) vengono riviste in modo da rafforzare la rilevanza degli elementi di ricchezza patrimoniale della famiglia. I risparmi sono riassegnati a interventi in favore delle famiglie numerose, delle donne e dei giovani. In altre parole, l’imposizione rileverà più accuratamente la reale ricchezza delle famiglie, con un effetto redistributivo a favore delle fasce più deboli.

Dall’imposta sui redditi verrà integralmente dedotta l’IRAP riferita al costo del lavoro (rendendo così più attrattivo l’uso del fattore lavoro). Oltre a ciò, per i lavoratori a tempo indeterminato di età inferiore a 35 anni (cioè favorendo la stabilizzazione dei precari) e per le lavoratrici è stato concesso un credito d’imposta che sale a 10.600 su tutto il territorio e fino a15.200 nel Mezzogiorno. La platea interessata è di 1,1 milione di giovani maschi fino a 35 anni e di 2,8 milioni di lavoratrici.

Ai fini della determinazione della base imponibile per l’IMU (Imposta Municipale) si adeguano i valori catastali ai valori di mercato Varie misure mirano a inserire la ricchezza finanziaria nella valutazione del patrimonio a fini fiscali.

L’attuale imposta di bollo sui conti di deposito titoli viene razionalizzata estendendola alle gestioni patrimoniali, alle quote di fondi di investimento italiani ed esteri e alle polizze del ramo vita. Si prevede altresì l’applicazione di un’aliquota proporzionale sull’insieme di questa base imponibile, dando origine ad un intervento sul patrimonio finanziario con elementi di progressività, fatti salvi i conti correnti, per i quali rimane il bollo a cifra fissa., per non penalizzare i conti di piccolo importo per incoraggiare l’uso della moneta elettronica. Il quadro degli interventi di tassazione patrimoniale di tipo reale si completa prevedendo la tassazione di alcune specifiche manifestazioni di ricchezza, incrementando il prelievo sulle auto di grossa cilindrata e prevedendo nuove forme di tassazione per le imbarcazioni da diporto e per gli aeromobili privati. Le detrazioni sulle ristrutturazioni di immobili e gli impianti per il risparmio energetico vengono rifinanziate e rese durature.

Tali incentivi vengono estesi agli interventi di ricostruzione o al ripristino degli immobili danneggiati o distrutti a seguito di calamità naturali. Il decreto prevede un diverso trattamento delle indennità di fine rapporto in denaro e in natura. Si prevede in particolare che la tassazione separata è ammessa solo fino all’importo di un milione di euro di base imponibile, mentre il rimanente viene assoggettata all’imposta personale e progressiva sul reddito con un aggravio per le “liquidazioni d’oro” Anche le pensioni d’oro” ovvero i trattamenti superiori ai 200 mila euro vengono chiamati a un significativo contributo di solidarietà

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