Apprendiamo in questi giorni dalla stampa che il Presidente dell’Urbat, Fortunato Angelini, in qualità di rappresentante del sindacato dei Consorzi di bonifica,  risponde alle proteste dei cittadini, delle Associazioni di categoria e dei Consumatori contro l’iniquo balzello del contributo di bonifica.Il rappresentante dei Consorzi della Toscana afferma che il Consorzio di Bonifica della Valdichiana Aretina è un ente giovane che si sta occupando di mantenere in sicurezza numerosi corsi d’acqua e come tale merita fiducia.Orbene, tutta la fiducia e la stima possibili nei confronti di Angelini e degli amministratori dei Consorzi toscani, i quali non dubitiamo che si adoperino spartanamente per il territorio, così come è stato loro richiesto dagli enti politici da cui sono stati nominati (la Provincia, appunto).

Ma il problema è un altro. Il problema è che stiamo assistendo ad una corsa selvaggia da parte degli enti locali al reperimento di risorse economiche attraverso i sistemi più fantasiosi. I Comuni hanno trasformato i Vigili urbani in esattori delle tasse perdendo di vista il fine della sicurezza del traffico stradale e le Province continuano a produrre enti partecipati a cui affidare competenze proprie moltiplicando i costi della politica.Moltiplicare i costi significa aumentare le tasse. Ma siccome non bastavano i vari Artel, Cinpa e compagnia di giro, ecco che compaiono i Consorzi di bonifica che sostanzialmente fanno quello che dovrebbero e potrebbero fare le Province con il loro personale qualificato e i loro mezzi, con una particolarità: il Consorzio ha il potere di imporre nuove tasse mentre la Provincia no.

E’ questo il trucco.Allora, caro sindacato dei Consorzi di bonifica, il problema è il seguente. La Provincia di Arezzo risulta avere un bilancio virtuoso come pochi. Almeno così ci hanno raccontato il Presidente uscente e quello entrante alle ultime elezioni. Dai 26.000 avvisi di pagamento spediti ai cittadini il Consorzio si attende un gettito di circa € 1.000.000 di euro. Invece di imporre nuove tasse, perché la Provincia non ha presentato un piano di taglio dei propri costi per l’importo necessario a finanziare le opere di sistemazione idraulica?Al quesito non può rispondere il sindacato dei Consorzi perché la risposta è politica.Ai cittadini non rimane che rivolgersi ad un giudice per stabilire se da parte del Consorzio della Valdichiana aretina, è stata rispettata fino in fondo la legge regionale.Risposte dalla politica, ormai, non ne aspettiamo più.

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