Pur riconoscendo al Sindaco di Arezzo un bel coraggio nell’affrontare di petto il problema della gravissima carenza di infrastrutture che frena lo sviluppo del territorio aretino, bisogna ammettere che la questione dell’aeroporto, per come è stata posta, è la classica montagna destinata a partorire il topolino.E mi spiego. Basta fare un giro sui blog degli addetti ai lavori (vedi ad es. web community.ilvolo.it) per sapere cosa pensano di un aeroporto in Valdichiana i piloti di linea che, a quanto pare,  hanno letto su Arezzo Notizie la proposta del Sindaco di Arezzo. Ho “intercettato” sul web  una conversazione tra piloti e questi sono i risultati.

Primo pilota.  “Vecchia guerra. Fa parte [Fanfani] di quegli amministratori locali che pensano che con l’aeroporto, e relativa abbuffata per farlo, poi arrivano anche i servizi e le connessioni. Questo forse in un paese civilizzato. In Italia no, basta vedere Malpensa. Comunque nei “paraggi” ci sono due ottimi aeroporti che potrebbero essere upgradati. Parlo di Siena e Perugia, ma già quest’ultimo ha fallito vari tentativi.

E’ inutile aprire aeroporti se non c’è chi vuole andarci”.Secondo pilota.  Allora, la storia dell’aeroporto in Valdichiana è lunga…. Ha preso corpo durante la precedente amministrazione, di colore diverso da quella attuale, che non ha terminato il secondo mandato a seguito dell’inchiesta conosciuta come “variantopoli” (che comunque con la storia dell’aeroporto non ha niente a che vedere)

In quel caso, però, l’intenzione era di realizzare un vero e proprio aeroporto cittadino, alle porte di Arezzo. La popolazione dell’area individuata per tale opera si era opposta, in maniera trasversale, al progetto. In questo caso, l’idea non sarebbe così peregrina. La posizione proposta è già ben servita dalle reti di comunicazione (A1, superstrada PG-SI-GR, scalo di Chiusi della ferrovia). Il bacino di utenza (virtuale, inteso come numero assoluto di abitanti) è abbastanza ampio. Tutto sta a vedere che tipologia di servizio verrebbe proposta (feederaggio, point-to point, low cost) e se c’è davvero il bisogno.Seguono altri commenti dello stesso tenore.Nell’era di Obama, se fossi in Fanfani , leggerei più attentamente quello che si muove sul web prima di spararle grosse.

Una uscita così non se la sarebbe permessa nemmeno il suo più celebre zio. Resta il dubbio che dietro questo nuovo piano Fanfani  ci sia semplicemente una voglia matta di ricandidarsi con o senza l’appoggio dei partiti che l’hanno sostenuto fino ad ora. Ben poca cosa, a dire il vero.